COMUNITA' ALLOGGIO MODULO BASE VALLONARA

Via Ca' Brusà n. 36 - 36063 Vallonara di Marostica (VI)
Tel.0424 77499  - Fax 0424 471567 - comunita.vallonara@unsegnodipace.it 
ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE 08-7-2015

La Comunità è situata in via Ca' Brusà n. 36, nella frazione di Vallonara del comune di Marostica e assume appunto la denominazione dalla località in cui si trova. La comunità è stata aperta nel 1985, come prima struttura della Cooperativa “Un segno di pace”. L’utenza, le caratteristiche e le attività della comunità La Comunità di Vallonara accoglie pazienti con disagio psichico medio grave (schizofrenia, disturbi della personalità e disturbi alimentari) provenienti sia dalle altre strutture della cooperativa, sia da realtà famigliari, che da istituzioni (SPDC, DSM, CD). Tali soggetti presentano la necessità di essere presi in carico da un punto di vista terapeutico riabilitativo al fine di poter sviluppare rapporti socio-relazionali per il mantenimento e/o il miglioramento delle loro capacità residue e di autonomia personale, in un contesto di relazioni più o meno complesse, con l’ambiente che li circonda. La comunità alloggio è una struttura ad alta stimolazione in cui le attività individuali e di gruppo sono diversificate per patologia ed in seguito alla stesura di un Progetto personalizzato. La Comunità di Vallonara si occupa di promuovere: il benessere e l’autonomia di persone con problemi psichici mediante la realizzazione di progetti personalizzati che si concretizzano, per ogni singolo ospite, articolandosi in: osservazione diretta dei comportamenti positivi e negativi, raccolta di dati ed informazioni da parte dei famigliari e dei referenti dei vari enti, pianificazione degli obiettivi specifici per la persona, verifica ed aggiustamento degli stessi; l’integrazione sociale e l’inserimento nel mondo del lavoro; stabilire e mantenere rapporti con gli Organi Politici ed Amministrazioni locali e con centri pubblici e privati nel settore della disabilità mentale; partecipare anche in ambito amministrativo e giudiziario alla tutela della categoria dei singoli disabili e delle loro famiglie; sollecitare la ricerca, la prevenzione e la riabilitazione sulla disabilità mentale e relazionale. Attività specifiche verso l’utenza Area Psicoterapeutica: Colloqui individuali di psicoterapia: l'obiettivo degli interventi terapeutici individuali si focalizza sul riconoscimento delle emozioni e sulla modalità della loro espressione. Inoltre si cerca di individuare i costrutti cognitivi e le strategie per modificarli e di conseguenza le modalità per affrontare e risolvere le problematiche della vita quotidiana. Altro elemento importate su cui si lavora è la riflessione sulle modalità individuali di relazionarsi con gli altri. Questi aspetti vengono presi in considerazione di volta in volta nei diversi interventi; Gruppi di psicoterapia: il paziente psichiatrico presenta spesso una incapacità ad intraprendere e mantenere delle relazioni interpersonali. Il gruppo terapeutico si pone come uno “spazio sociale protetto”, simile alla realtà esterna, nel quale il soggetto può sperimentare e vivere l’incontro con l’altro in modo meno conflittuale ed ansiogeno, imparando, via via ad intraprendere delle relazioni più armoniche e soddisfacenti, grazie alla graduale scomparsa della sensazione di alterità ed estraneità che spesso il paziente vive nei confronti di ciò che è diverso da sé. Inoltre il gruppo offre al paziente l’opportunità di manifestare, riconoscere, decodificare, e quindi modificare, i propri modelli comportamentali grazie al feedback, positivo o negativo, che il gruppo gli rimanda. Il gruppo terapeutico è un micro cosmo sociale in cui vengono riprodotte situazioni speculari al macro cosmo esterno di cui fa parte. Gruppi di teatro-terapia: il termine “terapia” ha conosciuto un’importante evoluzione in questi ultimi vent’anni. Oggi è impiegato non solo per definire un trattamento medico di tipo scientifico, ma anche per indicare una cura allo sviluppo personale di tipo fondamentalmente umanistico. L’arte non è una medicina da prendere tre volte al giorno dopo i pasti, ma può nutrire lo spirito, motivare una persona a voler migliorare, crescere e guarire e, in certi casi, determinare anche dei mutamenti fisiologici nell’organismo. Definiamo dunque la teatroterapia come processo pedagogico di crescita e di sviluppo della persona. Utilizzando le attività creative nell’ambito dell’assistenza sanitaria e della riabilitazione si favorisce la crescita dell’immagine di sé e dell’autostima. L’attività teatrale è un grande strumento per favorire la consapevolezza dentro di noi e nella relazione con il mondo, migliora l’autostima e l’immagine di sé. Oggi la teatroterapia è proponibile a chiunque desideri far teatro per capire meglio se stesso. Implica l’educazione alla sensibilità, alla percezione del proprio corpo e agisce attraverso la rappresentazione di personaggi extraquotidiani, principalmente improvvisati, e si struttura su un minuzioso lavoro pre-espressivo indispensabile alla creazione di gesti che rendono possibile e consapevole la reazione simbolica. L’obiettivo della sessione di teatroterapia è semplicemente quello di rendere armonico il rapporto tra corpo, voce, mente e spirito nella relazione con gli altri, se stessi e la propria creatività interpretativa. Gli effetti delle sedute di gruppo producono benessere sul singolo anche a distanza di tempo dalla seduta stessa, poiché gli stimoli ricevuti entrano a far parte di un’esperienza profonda che può essere integrata nella vita di tutti i giorni. Incontri terapeutici con le singole famiglie: l’obiettivo è quello di affrontare con le famiglie le problematiche relazionali e individuare insieme strategie di comportamento. Inoltre viene posta l’attenzione sulle relazioni familiari, sul ruolo che il paziente svolge all’interno della famiglia di origine, sulla partecipazione ad attività sociali all’esterno della famiglia, sulla presenza di amici. Gruppi di sostegno e psicoeducativi per famiglie: la famiglia tende ad assumere atteggiamenti di passività e di rinuncia soprattutto di fronte a numerosi fallimenti e ricadute nelle situazioni di cronicizzazione. La corretta informazione della famiglia ed il suo coinvolgimento nel programma terapeutico consentono invece di allargare il campo di indagine, di integrare e rinforzare le modalità di approccio al soggetto malato; rendendo la famiglia protagonista è possibile stimolarla ad una maggiore collaborazione, rendere più accettabile la malattia, diminuire lo stress, l’Emotività Espressa ed il disagio che questa comporta per l’intero nucleo familiare con un conseguente rinforzo dell’efficacia del lavoro riabilitativo. Area educativa: vengono valutate le abilità residue e programmate attività centrate sul potenziamento o sul ripristino delle autonomie di base, della cura della propria persona e degli spazi personali. Si insegna ad usare la lavatrice, a stirare, a riordinare la cucina, a ripulire la sala da pranzo, ecc. I gruppi verbali settimanali, guidati dall’operatore, definiscono gli aspetti organizzativi della settimana, gli acquisti personali, le uscite in gruppo, le gite e si affrontano le problematiche inerenti l’organizzazione quotidiana in comunità. Area socio-ricreativa: la comunità si caratterizza come “struttura aperta” capace di uscire dai propri ambiti ed ambienti per rivolgersi all’esterno. Vengono quindi organizzate: attività motoria, gite, uscite in gruppo, piscina, soggiorni estivi, cinema, ecc. Area occupazionale-formazione lavorativa: il programma promuove, mantiene e sviluppa la capacità di svolgere con soddisfazione di sé e degli altri tutti i compiti essenziali per la vita produttiva, la padronanza di sé e dell’ambiente. L’intervento riabilitativo si propone di sviluppare al massimo le competenze individuali e di migliorare la qualità della vita. Sono contemplate attività di assemblaggio per conto terzi e attività occupazionali presso il Centro Diurno di Vallonara o presso il laboratorio formativo "Likelemba" dove si producono oggetti di legno e bomboniere; vengono organizzate attività formativo-lavorative, sia attraverso progetti interni come per es. il “Progetto Fattoria Sociale” (gruppo Area Verde e gruppo Manutenzioni), sia in collaborazione con il SIL/SILAS della zona. Area sanitaria: gli ospiti vengono seguiti durante la loro permanenza all'interno della struttura da personale infermieristico che collabora attivamente sia con i medici di base sia con i referenti del Servizio Psichiatrico di appartenenza al fine di garantire la migliore assistenza sanitaria.

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